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I titoli di stato italiani sono strumenti finanziari italiani emessi dallo stato, in particolare dal ministero dell’economia e delle finanze (MEF).

L’obiettivo è quello di finanziare il debito pubblico, acquistando un obbligazione italiana si sta prestando denaro allo stato, che in cambio si impegna a restituire alla scadenza il capitale maggiorato di un interesse (cedola o rendimento).

Tali titoli sono caratterizzati da un basso rischio di controparte (o di default), perché il debitore è lo stato, anche se non sono completamente privi di rischio (ad esempio il titolo legato all’inflazione o ai tassi di interesse).

Tolti i BOT, tutti gli altri titoli di stato hanno scadenze medio-lunghe (dai 2 anni in poi).

Caratteristiche principali:

  • Esprimono un rischio di credito piuttosto contenuto.
  • Sono completamente dematerializzati, non esistono più in forma cartacea.
  • Hanno un regime di circolazione al portatore, cioè chi li possiede sul proprio conto ne è proprietario e può effettuare tutte le operazioni che vuole.
  • Il taglio minimo per il loro acquisto affinché possano essere distribuiti tra i piccoli risparmiatori è di 1000€
  • L’aliquota fiscale applicata è del 12,5% sulla plusvalenza (invece del 26%).

Un’emissione è tanto più liquida quanto più sono i titoli che partecipano all’emissione. Per identificare i titoli viene utilizzato uno standard internazionale (chiamato ISIN) che indentifica con certezza una determinata emissione. Le riaperture servono ad aumentare la presenza di un titolo sul mercato, per incrementarne la liquidità e l’efficienza. Rispetto alla prima emissione, cambia la durata residua: procedendo a riaprire la stessa emissione, il titolo che si immette sul mercato avrà le stesse caratteristiche, ma una durata sempre più breve.

Vediamo in dettaglio le principali tipologie di titoli di stato italiani: BOT, BTP, CTZ, BTP€i, BTP Italia, CCTeu e BTP Valore.

Buoni ordinari del tesoro (BOT)

I BOT sono collocati sotto la pari, cioè ad un prezzo inferiore al valore nominale di rimborso (100). Il rendimento per l’investitore deriva, quindi, dalla differenza tra il prezzo di acquisto e il valore di rimborso.

Il loro valore nominale minimo sottoscrivibile è di 1000 euro.

Il BOT non prevede il pagamento delle cedole, ossia di pagamenti intermedi tra l’emissione e la scadenza: per questo viene chiamato un titolo Zero Coupon.

La durata del BOT è generalmente espressa in giorni e può variare da 3 ai 12 mesi. Vengono emessi due volte al mese secondo un calendario stabilito e pubblicato nel programma annuale e trimestrale delle emissioni del tesoro e sono previste delle riaperture per gli specialisti dei titoli di stato. Nello specifico, i BOT semestrali vengono emessi a fine mese, i BOT annuali vengono emessi a metà mese, mentre l’emissione dei BOT trimestrali non avviene con regolarità, ma dipende dalle esigenze di cassa del tesoro. Oltre alle emissioni ordinarie, sono previste riaperture delle aste.

Possono partecipare all’asta dei BOT esclusivamente gli intermediari specializzati; per questo, i risparmiatori che vogliono acquistarli si devono rivolgere agli intermediari specializzati. In alternativa, possono anche comprare BOT sul mercato secondario dopo l’emissione, al prezzo di mercato.

I BOT sono strumenti adatti ad investitori con un breve orizzonte temporale di investimento, che hanno una bassa propensione al rischio. Generalmente, vengono acquistati:

  • quando il mercato esprime rendimenti al rialzo;
  • quando si ha la prospettiva di tassi d’inflazione crescenti;
  • quando lo scenario finanziario è molto incerto.

Buoni poliennali del tesoro (BTP)

I BTP sono i Titoli di Stato maggiormente utilizzati nel contesto italiano, sono anche quelli più conosciuti e scambiati nel mercato. La loro durata è piuttosto diversificata: va dai 3 ai 50 anni.

Sono titoli a tasso fisso, che pagano cedole semestrali. Possono essere collocati sotto la pari, alla pari o sopra la pari, in base alla situazione del mercato. Sono rimborsati alla pari in un’unica soluzione alla scadenza. Il rendimento dipende dal tasso cedolare e dal prezzo d’acquisto.

I BTP sono adatti ad investitori con un orizzonte temporale medio-lungo, interessati a ricevere una rendita di ammontare predefinito con cadenza semestrale.

Con tali titoli si va incontro al rischio tasso di interesse, dato che si può realizzare una perdita nel caso in cui i tassi siano in aumento sui mercati. Quindi, tali titoli risultano molto apprezzati quando i tassi di interesse si prevedono in diminuzione e quando si ha la prospettiva di un tasso d’inflazione decrescente.

Certificati del tesoro zero coupon (CTZ)

I CTZ si caratterizzano per il fatto di non prevedere il pagamento di flussi intermedi (cedole) al sottoscrittore, ma vengono rimborsati in un’unica soluzione alla scadenza. Inoltre, questi titoli hanno durate di 2 anni e sono emessi a sconto con rimborso alla pari.

Il loro rendimento deriva dalla differenza tra il prezzo di acquisto e il rimborso (100)

I CTZ sono adatti ad investitori con un breve-medio orizzonte temporale (hanno durate biennali), che hanno una bassa propensione al rischio. Sono ideali, quindi, per coloro che vogliono un rendimento certo senza flussi periodici.

BTP indicizzati all’inflazione europea (BTP€I)

Per sopperire ad un “limite” del BTP non indicizzato, vengono scambiati sul mercato anche i BTP indicizzati all’inflazione europea, che come i BTP hanno una durata variabile dai 3 ai 50 anni. Sono titoli a tasso fisso indicizzati in termini reali (sono indicizzati all’inflazione dell’area euro), dove il parametro di indicizzazione è l’indice armonizzato dei prezzi al consumo dell’area euro (IAPC), escluso il tabacco. Mentre il capitale viene rivalutato alla scadenza, la rivalutazione delle cedole avviene ogni volta che viene pagata una cedola in base all’inflazione che si è verificata nel terzo mese precedente alla maturazione della cedola rispetto al secondo mese precedente alla maturazione della cedola: ciò comporta un ritardo nell’adeguamento. Inoltre, la rivalutazione si basa su un indicatore dell’area Euro e non sull’effettiva inflazione che si verifica in Italia.

I BTP €i risultano adatti ad investitori con un orizzonte temporale medio-lungo che intendono assicurarsi un rendimento positivo in termini reali, infatti proteggono l’investitore dalla perdita di potere d’acquisto dovuta all’aumento dei prezzi (inflazione) in Europa. Tali titoli risultano molto apprezzati quando il mercato prevede rendimenti in discesa e/o inflazione elevata.

BTP indicizzati all’inflazione italiana (BTP ITALIA)

Questi titoli sono simili ai BTP€i, ma sono indicizzati all’inflazione italiana (indice FOI)

Il BTP ITALIA è stato emesso per la prima volta nel marzo del 2012 ed ha una durata che varia dai 4, 6 agli 8 anni. Sono titoli emessi e rimborsati alla pari, con premio di rimborso pari allo 0,4% del valore nominale, per incentivare l’investire a mantenere il titolo fino alla scadenza.

La cedola reale viene rivalutata con cadenza semestrale moltiplicando il suo valore per il capitale nominale rivalutato al momento del pagamento della cedola. Il capitale, invece, viene rivalutato moltiplicando il capitale nominale per il coefficiente di indicizzazione. Come parametro di riferimento si utilizza l’indice dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati con l’esclusione del tabacco.

Sono titoli pensati per investitori retail che vogliono proteggersi dall’inflazione e con un orizzonte temporale medio-alto. Come i BTP€i, proteggono l’investitore dalla perdita del potere d’acquisto dovuta all’inflazione italiana, inoltre risultano molto apprezzati quando il mercato prevede rendimenti in discesa e/o inflazione elevata.

Certificati di credito del tesoro indicizzati all’Euribor (CCTeu)

Questi sono titoli di stato italiani che hanno un tasso variabile, che dipende dal rendimento di un parametro di riferimento, cioè l’Euribor.

I CCTeu hanno una durata di 7 anni. Sono rimborsati alla pari, in un’unica soluzione alla scadenza, mentre sono emessi generalmente sotto la pari.

La remunerazione generata dai CCTeu prevede cedole variabili posticipate, semestrali, indicizzate al tasso Euribor a 6 mesi più un margine (detto spread) deciso all’emissione. Il tasso per il calcolo della cedola viene rilevato il 2° giorno lavorativo precedente quello di inizio di maturazione della nuova cedola.

Tali titoli risultano particolarmente apprezzati quando il mercato esprime rendimenti al rialzo, dato che permettono di adeguarsi ai tassi di interesse di mercato. Il basso rischio è legato ai tassi di mercato.

BTP valore

Il BTP Valore è l’ultima novità tra i titoli di Stato italiani, pensato esclusivamente per i risparmiatori retail.
Ha cedole crescenti nel tempo (step-up) e viene collocato solo sul mercato MOT.
Come per i BTP Italia, è previsto un premio fedeltà per chi lo mantiene fino alla scadenza.

Caratteristiche principali:

  • Durata: generalmente 4 o 5 anni
  • Cedole: fisse ma crescenti (step-up)
  • Premio fedeltà: per chi lo mantiene fino a scadenza
  • Rischio: basso
  • Ideale per: risparmiatori privati che vogliono un rendimento certo e progressivo

Vantaggi principali dei titoli di stato

  • Rendimento sicuro e prevedibile.
  • Buona liquidità (facilmente rivendibili sul mercato).
  • Tassazione agevolata al 12,5% sui rendimenti.
  • Adatti a diversificare un portafoglio difensivo e non.

Rischi principali dei titoli di stato

  • Rischio tassi: se i tassi di mercato salgono, il valore dei titoli già emessi scende.
  • Rischio inflazione: penalizza i titoli a tasso fisso.
  • Rischio emittente: pur basso, dipende dall’affidabilità dello stato italiano.

Conclusione

I titoli di Stato italiani rappresentano una delle opzioni più solide per chi desidera investire con un profilo di rischio contenuto.
A seconda delle proprie esigenze — breve termine, protezione dall’inflazione o rendimento costante — è possibile scegliere tra diverse alternative.

Sono strumenti ideali per chi vuole costruire una base sicura del proprio portafoglio, integrando poi con investimenti più dinamici per aumentare la redditività complessiva.

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